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· GESTIONE DELL’AMMALATO IN TEMPI DI COVID19

Di seguito alcune regole per la sicurezza e la coesistenza di parenti, figli, caregivers in questa fase storica caratterizzata da una pandemia mondiale che è in grado di mettere a repentaglio la salute dell’ammalato. Sono regole già note ai più, ma che è bene sottolineare in caso si abbia in casa un ammalato con una patologia così aggressiva.

1) Per cominciare, chi entra nell’abitazione dell’ammalato, dovrà togliersi le scarpe, darle al proprietario di casa e farsi dare un paio di pantofolone. Le scarpe andranno messe in balcone a prendere aria.

2) Di seguito l’ospite, il figlio o chiunque arrivi dall’esterno, dovrà lavarsi accuratamente le mani, almeno per 30 secondi con gel su base alcolica o disinfettante, AMUCHINA è un esempio. È bene che il proprietario di casa ponga almeno un dispenser all’ingresso dell’abitazione ed uno nella camera dell’ammalato.



3) Se il caregiver, o chiunque arrivi dall’esterno, deve in qualche modo interagire fisicamente con il paziente è bene indossare una mascherina tipo FFP2 senza valvola ed un paio di guanti in lattice. 4) Se non vi è interazione fisica con il paziente è sufficiente tenere almeno 1 metro di distanza.



5) Ogni giorno è necessario areare bene la stanza dell’ammalato per almeno 15 o 20 minuti in sua assenza. Lo stesso vale anche per le altre stanze della casa.

6) A seguito di numerosi studi, si è scoperto che la vitamina D è in grado di immunizzare parzialmente il fisico da COVID19, sia per gli ammalati di GSS, sia per soggetti sani, offrendo una resistenza maggiore al contagio in una percentuale che è variabile da persona a persona. Possiamo affermare che l’assunzione giornaliera è peso corporeo correlata: per le persone con un peso corporeo fino a 70 kg sono sufficienti 2000 U.I. al giorno di vitamina D; al di sopra dei 70 kg è necessario un dosaggio pari a 4000 U.I. al giorno. Questo per un periodo di circa 60 giorni. Successivamente sarebbe opportuno interrompere il trattamento per 15 / 20 giorni. Essendo una vitamina che si accumula nel corpo (come la vitamina E) pertanto un periodo di stop può essere necessario, per poi ricominciare. Nel link sottostante trovate uno studio californiano molto esaustivo circa la correlazione tra vitamina D e COVID19.

Evidence that Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID- 19 Infections and Deaths

La vitamina D è facilmente reperibile sia nelle farmacie che su Amazon ad un prezzo abbastanza basso.



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CASI DI POSITIVITA’ AL COVID19 (FIGLI, CAREGIVERS ED AMMALATI: POSITIVI MA ASINTONOMATICI

Se un ammalato, un figlio di ammalato oppure un caregivers ha una leggera febbre, circa 37.5°-37.9° C, si sente debole ma respira bene indice di saturazione dell’ossigeno al 97% o sopra è consigliabile fare immediatamente il tampone per verificare se la persona in questione è positiva al COVID19 oppure no. Generalmente occorrono circa dai 3 ai 5 giorni per conoscere il risultato del tampone. In questo caso, per via precauzionale, occorre che la persona stia nella sua stanza, lontano dall’ammalato e possibilmente per almeno 14 giorni mangi nella propria stanza ed assuma le seguenti specialità farmaceutiche che si sono rivelate molto efficaci contro il SARS-Cov2: per 14 giorni assumere 1 grammo di vitamina C di tipo retard: queste casule hanno uno spettro di azione che dura dalle 8 alle 12 ore, rinforzando il, sistema immunitario. Come abbiamo già detto è utile assumere ogni giorno vitamina D: diciamo che se la persona positiva ha un peso corporeo sotto i 70 kg, sono sufficienti 4000 U.I. di vitamina D, 2000U.I a pranzo e 2000 U.I a cena. Se la persona è sopra i 70 kg. allora è necessario assumere 4000 U.I di vitamina D a pranzo e 4000 U.I di vitamina D a cena. Inoltre, vi sono degli studi approfonditi in cui si dimostra che un antibiotico di tipo macrolide è particolarmente efficace per non fare esplodere il COVID19: stiamo parlando dell’Azitromicina, nota nelle farmacie con il nome di ZITROMAX 500 MG. È sufficiente una compressa al giorno per 6 giorni in quanto ogni singola pastiglia sta in circolo ed agisce per ben 68 ore. Nel link di colore blu potete scaricare il file in PDF con l’esperimento svolto con pazienti positivi trattati e non trattati. Macrolides and viral infections focus on azithromycin in COVID-19 pathology I risultati hanno dimostrato l’efficacia dell’Azitromicina.

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